La Teoria dei sistemi

La Teoria dei sistemi

La teoria generale dei sistemi si deve all’epistemologo Ludwig Bertalanffy.

Nel corso del tempo tuttavia, essa si è arricchita di nuovi apporti scientifici provenienti da varie discipline, fra le quali la psicologia, la biologia, la cibernetica e molte altre ancora, fino a diventare uno dei capisaldi della sociologia.

Vediamo quindi cos’è, cosa dice e a cosa serve la Teoria dei sistemi.

 

Cos’è e cosa dice la teoria dei sistemi

Innanzitutto diciamo subito che la teoria generale dei sistemi prende in esame i rapporti che intercorrono tra i diversi elementi del sistema che si prende in considerazione.

In pratica essa si basa sul concetto matematico di funzione, che riguarda la relazione di interdipendenza fra le diverse variabili che compongono un determinato sistema.

Ma cos’è un sistema?

Con tale termine ci si riferisce ad una realtà complessa fatta di elementi che interagiscono fra loro, condizionandosi l’un l’altro.

Da ciò consegue che il significato di un elemento va cercato nel sistema di relazioni che esso intreccia con gli altri.

Inoltre, nella teoria dei sistemi, il sistema non è già dato, bensì scaturisce dalla visione che di esso ha, in base ai propri parametri scientifici, l’osservatore.

Pertanto il sistema non esiste nella realtà, ma è invece una elaborazione teorica e, in base ad esso, si possono comprendere determinati fenomeni.

Poiché questi ultimi devono essere considerati non in sé ma in relazione al rapportarsi l’uno con l’altro, è chiaro che il sistema è un qualcosa di dinamico e non di statico, quindi sempre in evoluzione o in involuzione costante.

Ciò accade maggiormente nei cosiddetti “sistemi aperti“, quelli cioè nei quali i rapporti con l’ambiente esterno sono più forti e frequenti.

Gli influssi esterni comportano variazioni all’interno del sistema, che trova poi un suo nuovo equilibrio sul quale fondarsi.

 

Il pensiero di Luhmann

In base a quanto sostenuto da Luhmann, il sistema e l’ambiente costituiscono la parte determinata di una complessità indeterminabile, ovvero il mondo.

Quest’ultimo pertanto, altro non è se non l’insieme delle possibilità illimitate, quindi non è mai circoscrivibile.

Esso comprende l’ambiente, inteso come insieme delle possibilità determinabili che si trovano nell’ambito di una situazione concreta, e il sistema, che scaturisce dalla selezione di talune possibilità determinabili dell’ambiente e dalla negazione delle altre.

 

Il sistema sociale

Il rapporto fra l’uomo ed il mondo, già di per sé complesso, sarebbe incredibilmente difficile se non fosse mediato dal sistema sociale.

È proprio questo infatti, che semplifica la suddetta relazione.

Come?

Esso innanzitutto fa una netta differenziazione fra il dentro e il fuori e ciò porta alla formazione di isole di ridotta complessità all’interno del mondo stesso: i sistemi sociali, per l’appunto.

Ogni sistema sociale ha una sua propria complessità, che è diversa e direttamente conseguente al grado di sviluppo, alla capacità di selezione e alla struttura degli stessi.

Poiché è il senso condiviso a dar vita e forma a ciascun sistema sociale, questo dà la misura di come, per capirne le dinamiche interne, sia essenziale analizzare i processi di comunicazione che lo determinano.